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HOX PRESTITI FAQ

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FAQ PRESTITI

  • Che differenza c'è tra TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)?

Il TAN indica, in termini percentuali rispetto al capitale erogato, il tasso annuo di interesse praticato al consumatore. Il TAEG indica, in termini percentuali rispetto al capitale erogato, il costo totale effettivo del finanziamento a carico del consumatore, includendo oneri diversi e ulteriori rispetto agli interessi sul capitale; il TAEG è quindi sempre più alto del TAN includendo qualsiasi onere relativo al prestito.
In particolare, sono inclusi nel calcolo del TAEG i seguenti oneri:
a) spese di istruttoria e apertura pratica di finanziamento;
b) spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore;
c) spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore e dirette ad assicurargli il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità o perdita del lavoro del debitore;
d) costo dell'eventuale attività di mediazione svolta da terzi;
e) altre spese del contratto.
Alcune spese che il consumatore deve sostenere per ottenere il finanziamento non sono tuttavia incluse nel calcolo del TAEG, ad esempio:
a) somme dovute per inadempimento di obblighi contrattuali da parte del consumatore, inclusi gli interessi di mora;
b) spese per le assicurazioni e le garanzie diverse da quelle sopra riportate;
c) spese di trasferimento fondi e di tenuta dei conti, destinati a ricevere gli importi dovuti dal consumatore (purché il debitore possa scegliere il conto sul quale fare confluire il finanziamento e si tratti di spese non particolarmente elevate).
Di tali spese è comunque data evidenza nella documentazione fornita al debitore prima della conclusione del contratto (documentazione precontrattuale) e nel contratto.

  • Le assicurazioni sono sempre obbligatorie?

In genere a tutti i finanziamenti è abbinata una polizza, che assicura il debitore in caso di morte, invalidità permanente o perdita del posto di lavoro. Teoricamente non tutte le polizze sono obbligatorie, nella pratica, però, la mancata sottoscrizione di una polizza, pur non obbligatoria, potrebbe comportare la riduzione dell'importo richiesto o nella peggiore delle ipotesi, il rifiuto di erogare il prestito. In ogni caso, l'unica forma di credito al consumo che per legge prevede una polizza obbligatoria è la cessione del quinto dello stipendio.

  • Che differenza c'è tra prestiti e mutui?

La differenza fondamentale sono le garanzie reali: per il mutuo è richiesta l'ipoteca su un immobile; inoltre il mutuo è un finanziamento a medio-lungo termine (si arriva anche a 30 anni).

  • Quale è il costo reale di un finanziamento?

Per valutare il costo reale di un finanziamento, oltre a considerare l'importo della rata, è necessario analizzare tutte le voci di spesa; la principale è il TAEG che, rappresentando il costo complessivo di un finanziamento, può esser utilizzato per confrontare diverse proposte.

  • Che cosa succede se si ritarda nel pagamento delle rate?

Le conseguenze sono:
Mora: gli interessi vengono maggiorati di una determinata percentuale stabilita dalla legge. Registrazione: il rischio è quello di compromettere l'affidabilità creditizia con ripercussioni sulla futura concessione di altri prestiti da altre banche o finanziarie; si consideri infatti che i dati positivi e negativi possono essere condivisi dall'intero sistema bancario e finanziario. Anche in caso di rimborso tramite RID (addebito diretto sul c/c) è buona regola verificare sempre con massima attenzione che la rata sia stata regolarmente pagata dalla banca incaricata e che il pagamento sia andato a buon fine, in caso contrario le finanziarie non ammettono giustificazioni e possono registrare il ritardo con tutte le conseguenze del caso.

  • Come si finisce nell'elenco dei "cattivi pagatori"?

Oggi, chi ha pagato con ritardo fino a due rate (finendo tra i "cattivi pagatori") sarà cancellato dalla banca dati dopo un anno dalla regolarizzazione del pagamento. Prima dell'entrata in vigore del nuovo codice di deontologia per i Sistemi di Informazioni Creditizie i tempi di conservazione dei dati erano più lunghi (si arrivava fino a 5 anni, con grosso disagio per chi aveva bisogno di ricorrere al credito).

  • Come mai una richiesta di prestito può essere respinta?

Le ragioni possono essere molteplici:
Ci sono altri prestiti in corso di importo elevato
Non ci sono adeguate garanzie supplementari
Ci sono stati ritardi nel pagamento delle rate
In ogni caso è bene sottolineare che nel valutare una richiesta molta importanza riveste la "storia creditizia" di un cliente: due clienti con lo stesso profilo (reddito, affidabilità ecc.) potrebbero ottenere un fido diverso solo perché uno ha rimborsato puntualmente un prestito e l'altro non ha mai richiesto un prestito; in quest'ultimo caso banche e finanziarie, non possedendo alcuna informazione sulla puntualità nei pagamenti, difficilmente si assumono un rischio elevato. Dunque, banche e finanziarie valutano le richieste di credito non solo sulla base di procedure standard, ma anche sulla base di criteri interni che variano a seconda del rischio che ogni finanziatore intende assumersi.

  • Cosa succede se non vengono rispettate le scadenze per il pagamento delle rate del prestito concesso dalle banche e dagli intermediari finanziari?

Il mancato rispetto delle scadenze previste per le rate determina a carico del consumatore maggiori oneri per l'applicazione di interessi di mora, la cui misura deve essere indicata nella documentazione precontrattuale e nel contratto. Inoltre, in base alle regole generali in materia di contratti, la banca e gli intermediari finanziari possono chiedere la risoluzione del contratto, evento che comporta la richiesta immediata di pagamento del capitale residuo. Peraltro, nei soli contratti di credito al consumo in cui sia stato concesso un diritto reale di garanzia (a favore della banca o dell'intermediario finanziario) sul bene acquistato dal consumatore con il denaro ricevuto in prestito, il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l'ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto e il consumatore conserva il diritto di pagare le somme dovute alle scadenze prestabilite. Ulteriore conseguenza è la segnalazione al sistema creditizio e finanziario del debitore come cliente non affidabile, circostanza penalizzante in quanto può ostacolare la possibilità di ricorrere al credito al consumo in futuro.

  • La banca o l'intermediario finanziario può esigere il rimborso anticipato del prestito al di fuori delle ipotesi di risoluzione del contratto per inadempimento del consumatore?

No. La facoltà di rimborso anticipato è riconosciuta dalla legge solo al consumatore.

  • Il debitore può rimborsare il prestito prima della scadenza?

Si. Il debitore può adempiere in via anticipata agli obblighi che derivano dal contratto di credito al consumo. In particolare, può restituire il prestito, in via anticipata o recedere dal contratto senza penalità. È esclusa la validità di qualsiasi patto contrario tra banca (o intermediario finanziario) e debitore. Se il debitore esercita tale facoltà, ha diritto a un'equa riduzione del costo complessivo del credito; in particolare, egli è tenuto al pagamento del capitale residuo, degli interessi e altri oneri maturati fino a quel momento e, se previsto dal contratto, anche al pagamento di un compenso non superiore all'uno per cento del capitale residuo. Informazioni utili in merito alle condizioni del rimborso anticipato possono essere desunte dal documento di sintesi che viene trasmesso al consumatore almeno una volta all'anno.

  • Chi ha subito un protesto può ottenere un prestito?

SI. Chi ha subito un protesto o ha avuto problemi nel pagamento delle rate può ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio.Tale forma di prestito, infatti, non prevede alcun controllo sulla capacità di restituire il debito: la garanzia è costituita dal contratto di lavoro e dall'assicurazione obbligatoria che copre il credito in caso di morte, malattia o perdita del posto di lavoro.

  • Con un pignoramento (alimentare o non).E' possibile accedere ad un finanziamento?

In caso di presenza di pignoramento (sia alimentare che non) nella maggior parte dei casi sarà possibile accedere al credito qualora il pignorato abbia un lavoro dipendente. Esistono, infatti, due formule di prestito destinate a questa categoria di persona. Una è la cessione del quinto dello stipendio, la seconda è il prestito con delega. In tal modo il richiedente, anche se pignorato, non ha alcuna responsabilità nel pagare o meno la rata del prestito che viene direttamente trattenuta in busta paga, di conseguenza viene anche meno la necessità di prendere informazioni sulla sua affidabilità finanziaria e di avere ulteriori garanzie.

  • Che cosa è un Consolidamento Debiti

Il prestito per consolidamento debiti è un tipo di finanziamento a tasso fisso (mentre il mutuo per consolidamento è a tasso variabile), riservato a tutti i lavoratori. Si richiede per poter inglobare in un'unica rata i finanziamenti in corso, abbassando inoltre la somma della rata e allungando il periodo. Generalmente l'importo massimo è di 70.000/75.000 Euro per i prestiti per consolidamento. E' possibile ricorrere all'estinzione anticipata con risparmio totale degli interessi sul capitale rimborsato in anticipo richiedendo il conto estintivo alla società che ha concesso il prestito.In alcuni casi, quando il debito residuo non è troppo elevato, è inoltre possibile richiedere somme di denaro aggiuntivo (entro certi limiti).

  • E' possibile accorpare più rate in un'unica rata più bassa con un consolidamento dei prestiti?

La rata può essere ridotta, per due ragioni il tasso del prestito per consolidamento è più vantaggioso rispetto quello dei prestiti da consolidare. Inoltre allungando la durata del finanziamento è possibile abbassare la rata. Effettuando un consolidamento con cessione del quinto (solo per dipendenti pubblici,statali o di aziende di medie grosse dimensioni o pensionati) è possibile accedere ad importi maggiori e ad una durata massima di 120 mesi.

FAQ CESSIONE DEL QUINTO

  • Cos'è una cessione del quinto dello stipendio?

La Cessione del Quinto è una forma di finanziamento riservata a lavoratori dipendenti, regolata dal DPR 5/1/1950 n. 180, che prevede il rimborso effettuato direttamente dal datore di lavoro del cliente mediante trattenute dirette, pari ad 1/5 della retribuzione mensile netta, sulla busta paga del richiedente.

  • Quale normativa regola la Cessione del Quinto?

- DPR 180 5.1.1950
- DPR 895 28.7.1950
- Legge 30.12.2004 n° 311

  • Chi ha diritto alla Cessione del Quinto ?

Oltre ai pensionati, possono usufruirne tutti i lavoratori dipendenti purché di ruolo o comunque in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Con tali requisiti, avrà accesso al finanziamento anche il lavoratore con altri finanziamenti in corso, protesti o pignoramenti, nonché cessione del quinto in corso. E' infatti possibile, in alcuni casi, rinnovare lo stesso estinguendo il precedente (purché si sia superato almeno 2/5 del periodo di ammortamento).

  • Il personale di aziende con pochi dipendenti, possono richiedere una cessione del quinto?

Con legge 30.12.2004 n° 311 la possibilità di accedere ai prestiti con cessione del quinto è stata estesa a tutti i dipendenti di aziende private. Le finanziarie per concedere o meno la cessione al dipendente di una piccola azienda privata valutano anche l'affidabilità di quest'ultima.

  • Quali sono i vantaggi della cessione del quinto ?

La Cessione del Quinto ha delle caratteristiche che il prestito personale non ha:
la dilazione di pagamento fino a 120 mesi (10 anni);
la copertura assicurativa in caso di premorienza, invalidità e perdita del posto di lavoro;
la possibilità di finanziare anche persone con altri debiti in corso o con problemi finanziari;
l'assenza di richieste di garanzie, di qualsiasi tipo.
Non occorre motivare in alcun modo la richiesta del finanziamento.
Il finanziamento può essere concesso anche in presenza di protesti.
Niente spese supplementari, d'intermediazione o di altro genere.
E' possibile rinnovare il prestito anche prima della scadenza ed accedere ad un nuovo prestito.

  • Può il datore di lavoro rifiutare la cessione del quinto?

No. È obbligato per legge ad accettarla e ad eseguire la trattenuta in busta paga della rata mensile inviandola all'istituto finanziatore. Copia del contratto del finanziamento viene infatti notificata al datore di lavoro.

  • I dipendenti statali hanno condizioni particolari a loro riservate?

Si, le condizioni di particolare favore riguardano alcune convenzioni nazionali che lle banche e le finanziarie stipulano con numerosi enti e ministeri.

  • Anche i dipendenti di Poste Italiane, posso accedere al prestito con trattenuta in busta paga?

Certo ed a condizioni più favorevoli rispetto ai dipendenti di aziende private.

  • Anche i dipendenti delle Ferrovie godono di condizioni particolari?

Anche per i ferrovieri sono previste interessanti condizioni sia per la cessione del quinto sia per il prestito con delega.

  • Fino a che età si può fare richiesta di Cessione del Quinto dello Stipendio?

Occorre distinguere tra dipendente pubblico e privato. Nel primo caso è possibile attivare la pratica anche a 64 anni utilizzando durate anche decennali altrimenti il finanziamento non può eccedere la data di pensionamento del richiedente.

  • Quanto si può richiedere con la cessione del quinto?

L'importo massimo di finanziamento che si potrà ottenere utilizzando la cessione del quinto dipende dall'importo massimo della rata pari al 20% dello stipendio mensile e dal TFR accumulato (solo per i dipendenti di aziende private) su una durata che al massimo può arrivare a 120 mesi. Dipende molto da persona a persona ma si può arrivare anche a 40.000 euro.

  • Un dipendente di azienda privata che lavora da pochi mesi con un tfr maturato di poche centinaia di euro, che importo può ricevere con un prestito con cessione del quinto?

Si possono erogare finanziamenti anche fino a 7-8.000 euro che non tengono conto del TFR.

  • Con un lavoro part time, si può accedere alla cessione del quinto?

Certo. La rata massima è sempre il 20% dello stipendio netto sia che si tratti di lavoro full-time o part-time.

  • Con una Cessione del quinto ancora in corso è possibile ottenerne un'altra?

La legge stabilisce che il totale delle rate trattenute in busta paga non possa superare il 50% dello stipendio netto, e che la rata massima per un finanziamento non può superare il 20% dello stipendio netto. Si può quindi chiedere un secondo finanziamento da affiancare a quello già in corso solo se il totale delle rate non supera quella percentuale. Si chiama prestito con delega di pagamento. E' regolamentato anch'esso dalla legge ed è possibile ottenere importi identici a quelli che si ottengono con la cessione del quinto. Oppure se è trascorso almeno il 40% della durata del finanziamento in corso si può procedere con un'operazione di rinnovo: si predispone un finanziamento per un importo pari al finanziamento che la persona necessita più un importo pari al residuo debito del precedente (al netto della quota interessi non maturata). La maggior parte delle persone rinnova costantemente il proprio finanziamento al fine di ottenere della liquidità e di aggiornare il tasso dell'operazione.

  • Che cos'è un prestito con delegazione di pagamento?

Il Prestito con delegazione o delega di pagamento, è un prestito garantito rimborsato mediante rate fisse mensili trattenute direttamente sulla busta paga. la durata massima ammessa è di 120 rate mensili; l'importo massimo è concesso in funzione dello stipendio netto (vi è sempre il limite della rata che non può eccedere 1/5 dello stipendio) e del TFR (il cui ammontare opportunamente parametrato determina l'ammontare massimo del montante, cioè della somma delle rate). L'importo della rata è fisso e non varia per tutta la durata del prestito. nel costo dell'operazione è compresa la copertura assicurativa del rischio vita e del rischio impiego. Ciò significa che in caso di licenziamento o premorienza l'estinzione del debito viene effettuata della compagnia assicurativa. Il prestito è richiesto quando si ha già una cessione del quinto in corso non rinnovabile.

  • Con altri prestiti in corso tra cui un mutuo casa si può ottenere una cessione del quinto?

Nella valutazione per l'erogazione di un prestito con cessione del quinto dello stipendio o della pensione non si tiene conto in alcun modo di altri finanziamenti in corso né dei mutui. Si tiene conto solo delle trattenute presenti in busta paga.

  • Quanto tempo è necessario per avere la somma richiesta?

Per via degli adempimenti burocratici i tempi di erogazione variano da un minimo di 10 ed un massimo di 30 giorni , molto dipende dall'ente coinvolto. Con le aziende priivate è tutto molto più veloce. I dipendenti statali devono aspettare di più

  • E' possibile avere un acconto sull'importo richiesto?

E' possibile ottenere fino all'80% dell'importo richiesto appena il datore di lavoro avrà compilato il modello certificato di stipendio, cosa che solitamente avviene in pochi giorni.

  • Quali sono i costi da sostenere per accedere a questo tipo di finanziamento?

Il costo del finanziamento viene corrisposto dal debitore in un'unica soluzione e trattenuto dal capitale lordo del finanziamento. L'importo è dovuto per commissioni ed interessi bancari, costi di istruttoria e di intermediazione, rimborso spese di notifica e postali, polizza assicurativa contro il rischio della perdita del posto di lavoro e contro la perdita della vita.

  • Come avviene il rimborso del finanziamento?

Il rimborso del prestito avviene tramite rate mensili costanti, trattenute dall'amministrazione di appartenenza direttamente dalla busta paga, e versate mensilmente alla società finanziariaper la durata stabilita dal contratto di finanziamento.

  • Posso richiedere una cessione del quinto senza coinvolgere l'Amministrazione dalla quale dipendo, impegnandomi a pagare personalmente la quota?

No, non è possibile, l'articolo 59 della legge che disciplina la Cessione del Quinto, prevede l'adesione e la collaborazione dell'amministrazione di appartenenza.

  • Con un pignoramento in corso è possibile avere un prestito con cessione del quinto?

Si. La cessione del quinto viene concessa anche a pignorati fermo restando il rispetto di alcuni parametri. Per la delega di pagamento, richiesta in presenza di una cessione ed un pignoramento, sarà necessario invece estinguere il pignoramento per poter accedere al prestito

  • La rata ed il tasso di interesse rimangono invariati per tutta la durata del finanziamento?

Si la rata è fissa per tutta la durata del finanziamento che può essere da 24 a 120 mesi, così come il tasso rimane fisso per tutta il periodo di ammortamento del prestito.

  • Quali documenti occorrono per richiedere un prestito con cessione del quinto?

Il certificato di stipendio sottoscritto dall'amministrazione, l'ultima busta paga, un documento di identità e il codice fiscale.

  • Cos'è il prestito con delegazione di pagamento?

E' un istituto regolato dagli artt. 1260 e seguenti del Codice Civile. Un soggetto può trasferire ad un altro soggetto un proprio credito, anche senza il consenso del debitore; nella fattispecie il lavoratore dipendente, creditore nei confronti del datore di lavoro per gli importi dello stipendio mensile, cede alla finanziaria che gli eroga il prestito parte del proprio credito (quota dello stipendio). Debitore è il datore di lavoro il quale non potrà opporsi a tale trasferimento.

  • Cos'è la quota cedibile?

E' l'importo massimo mensile della trattenuta operabile sulla retribuzione del lavoratore pari, di norma ad 1/5 dello stipendio che espresso in percentuale è il 20%.

  • Cos'è lo stipendio netto?

E' la base di calcolo sulla quale si calcola il 1/5 dello stipendio. Corrisponde alla retribuzione lorda decurtata di tutti gli oneri fiscali, previdenziali, ecc, che gravano sulla retribuzione.

  • Che cosa è, come si fa ad attivare una cessione del quinto dello stipendio garantita Inpdap e chi ne ha diritto?

E' una pratica diffusa dal 1950 valida per i dipendenti statali e solo recentemente caduta in "disuso" in quanto il legislatore ha liberalizzato l'assicurazione sulle pratiche di cessione del quinto. Non è più quindi solo l'inpdap ad assicurare il richiedente: il subentro delle assicurazioni private ha accelerato notevolmente i tempi di evasione delle richieste di finanziamento.


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